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Primavere arabe: cronostoria e protagonisti

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Le primavere arabe sono state definite così in ambito giornalistico. Il momento storico tra il 2010 e l’inizio del 2011 ha segnato profondamente diversi stati arabi, tra cui la Siria, l’Egitto, la Tunisia e moltissimi altri. Quegli anni hanno segnato l’inizio, ma le vicissitudini continuano a susseguirsi e gli sviluppi sono costanti e spesso tragici. Cerchiamo di fare chiarezza su questi movimenti, di raccontare come hanno avuto inizio e quali sono stati i personaggi coinvolti nelle vicende.

Breve storia delle primavere arabe

rivoluzione dei gelsominiNon si può stabilire con precisione assoluta una data d’inizio. Come spesso accade nel corso della storia sono molti gli eventi che accompagnano l’emergere di una tensione, di un conflitto. Così è stato anche per le primavere arabe, che rappresentano l’esplodere di situazioni critiche già negli anni precedenti. Ma se proprio è necessario, per esigenze di studio e storiche, trovare una data quella corrisponderebbe al 17 dicembre 2010.
Il plateale gesto di Mohamed Bouazizi fu il primo di una lunga serie di azioni di rivolta fortemente incisive e d’impatto. Il fatto si svolge in Tunisia. Il giovane attivista sceglie di darsi fuoco durante le sommosse popolari contro le penose condizioni economiche del paese.

Sicuramente Bouazizi rappresenta uno dei principali protagonisti delle primavere arabe. Il suo gesto diventa esempio per altri attivisti che in quel momento lottavano contro governi autocratici. Qualcuno li ha chiamati “martiri”.
Sicuramente Bouazizi ha contributo alla diffusione della primavera araba. Il suo volto e il suo nome è ormai associato ai cambiamenti storici che il mondo arabo ha subito, per averli innescati è stato insignito del premio Sakharov per la libertà di pensiero e il Times lo ha definito personaggio dell’anno 2011.

Dal momento della sua drammatica protesta la cosiddetta Rivoluzione dei Gelsomini si propagherà per la Tunisia e contagerà i paesi vicini. Il 2011 è l’anno cruciale per la fine delle presidenze autoritarie di molti stati. Nell’arco di quell’anno cadono o si dimettono:

  • Zine El-Abidine Ben Ali in Tunisia
  • Hosni Mubarak in Egitto
  • Mu’ammar Gheddagi in Libia
  • Ali Abdullah Saleh in Yemen

Il primo è costretto alla fuga in Arabia Saudita. Mentre Gheddafi verrà intercettato e addirittura ucciso ad ottobre 2011.

Le cause della primavera araba

Se quella primavera accese il fuoco della protesta nel mondo arabo le cause del fermento e del conflitto non vanno ricercate solo all’interno di quel quadrante geografico. Sappiamo come funziona la storia, risponde a logiche quasi matematiche. Pensa al famoso effetto farfalla, che si studia anche nelle facoltà di Ingegneria e risponde a logiche della fisica e della matematica. Il concetto prende spunto da una provocazione di Alan Turing: Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?

La storia dimostra che sì, quello che accade dall’altra parte del mondo ha potere di influenza su contesti molto lontani. Ecco perché abbiamo fatto questa piccola parentesi. Perché è ciò che permette di spiegare meglio le primavere arabe. Quali possono essere state le cause a monte?

  • Siccità in Russia e Kazakistan
  • Inondazioni in Europa, Canada, Australia
  • Precarietà della produzione argentina

Questi eventi, correlati o meno tra loro, furono la miccia che fece crescere il prezzo dei generi alimentari, anche di prima necessità, in maniera esponenziale, prostrando la popolazione ad una condizione di miseria invivibile. Se a questo si aggiungono altre cause, come:

  • Corruzione
  • Mancanza di libertà individuali
  • Violazione dei diritti umani
  • Povertà estrema
  • Disinteresse per le condizioni di vita della popolazione

Si può ben comprendere come una popolazione sfinita trovi il coraggio di insorgere.

Le primavere arabe hanno avuto come caratteristica un elemento innovativo rispetto ad altre manifestazioni di protesta, ossia l’uso della tecnologia e dei social network, che ha concesso un margine di azione e di comunicazione più ampio e capace di evitare la repressione statale.
L’espressione della rivolta è stata varia e violenta, l’uso di tecniche di resistenza civile ha portato gli attivisti a mettere in campo:

  • Scioperi
  • Manifestazioni
  • Marce
  • Cortei
  • Suicidi

Quest’ultima forma di auto-immolazione ha inciso con forza sull’opinione pubblica, ma non solo, anche sull’animo della popolazione.

Sommosse popolari in Tunisia

guerra in siriaLa primavera araba tunisina ha avuto inizio con l’episodio di Bouazizi di cui abbiamo parlato nel paragrafo di apertura. Ma cosa accadde dopo? La protesta si estese a macchia d’olio, concentrandosi inizialmente a Tunisi, dove soprattutto tra i giovani laureati di varie facoltà la ribellione prese corpo, nonostante le dure reazioni delle forze dell’ordine.

Le date decisive di questo frangente sono:

  • 29 dicembre 2010: rimpasto di governo
  • 13 gennaio 2011: dichiarazione di future dimissioni e di libertà di stampa da parte di Ben Ali
  • 13 gennaio 2011: dichiarazione dello stato d’emergenza
  • 13 gennaio 2011: Ghannushi dichiara di aver preso la carica di presidente e Ben Ali lascia il paese

Come puoi vedere in un solo giorno, quando il presidente Ben Ali promette di abbandonare la carica nel 2014, tentando di recuperare la situazione in realtà non ottiene le conseguenze sperate e tutto precipita. Ben Ali è sicuramente uno dei protagonisti delle primavere arabe, uno dei più discussi e controversi.

Le proteste della rivoluzione egiziana

Gennaio 2011 fu un mese difficile per molti paesi, tra cui l’Egitto. Dal 25 gennaio le proteste delle persone che si autoincendiavano attraversò tragicamente il centro del Cairo. Le ragioni del malcontento erano in parte analoghe a quelle tunisine:

  • carenza di lavoro
  • repressione
  • liberalizzazione dei media
  • corruzione

Il centro della metropoli egiziana diventa la sede delle manifestazioni, sotto i riflettori di tutto il mondo. Mubarak a fine mese licenzia il governo e nomina come suo vice l’ex capo dei servizi segreti Sulayman. Dopo qualche giorno, spinto dall’incalzare degli scontri, Mubarak delega tutti i suoi poteri a quest’ultimo.
A febbraio durante una manifestazione potente e numerosissima, con più di un milione coinvolte nel paese, Mubarak annuncia le dimissioni e il potere viene messo nelle mani di una giunta militare in attesa di nuove elezioni per la presidenza del paese.

Guerra civile in Libia

La questione libica è legata indissolubilmente ad uno dei volti più famosi delle primavere arabe: Gheddafi. La città Bengasi fu al centro delle rivolte nel febbraio 2011, gli scontri tra manifestanti e polizia vennero innescati dall’arresto di un attivista. Ma in alcune parti del paese la popolazione sembrava ancora sostenere il rais.

Bengasi vide cadere diversi morti tra le schiere di coloro che volevano mettere fine al potere di Gheddafi dopo quarant’anni di regime. Le violenze inaudite perpetrate dalla polizia causarono molti morti e feriti, già solo il 20 febbraio il numero delle vittime ammontava a 300. Le armi della polizia erano troppo pesanti per una popolazione fatta di persone riunite e manifestanti e non soldati.

Da Bengasi le manifestazioni si allargano anche alla capitale Tripoli. Qui vennero addirittura utilizzati i raid delle forze dell’aviazione per sopprimere i moti di ribellione. La fine di questa vicenda è legata anche alla crisi diplomatica conseguente. L’Onu prese le distanze ufficialmente dal rais e il vice ambasciatore libico Dabbashi parlò apertamente di genocidio e crimini contro l’umanità. Ormai l’epoca di Gheddafi era finita, mentre tentava la fuga fu catturato nei pressi di Sirte e ucciso.

Sono anche altri i paesi che meriterebbero di essere raccontati, per quello che ha significato la primavera araba per loro. Uno di questi è la Siria, che ancora adesso nel 2018 continua ad essere protagonista della politica estera con un conflitto tra i più duri in assoluto. L’avvento dell’ISIS e delle questioni relative alla guerra contro lo stato islamico sono parte integrante di una nuova storia che si costruisce tra le trame del potere e del conflitto, in un intrico che non sempre è facile spiegare. Speriamo con questo articolo di aver fatto chiarezza.

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